Questo sito usa i cookie per fornirti un'esperienza migliore. Cliccando su "Accetta" saranno attivate tutte le categorie di cookie. Per decidere quali accettare, cliccare invece su "Personalizza". Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Cookie policy.
E-commerce e attacchi DDoS nel 2026: la nuova frontiera del Layer 7
Pubblicato il 20.02.2026E-commerce sotto attacco: DDoS Layer 7 e come cambia la sicurezza web
Nelle ultime settimane, il panorama dell'e-commerce italiano sta affrontando una sfida tecnica non indifferente. Molti amministratori di sistema e proprietari di store online hanno notato un’impennata anomala di traffico: migliaia di richieste al secondo che saturano le risorse dei server, rallentando o rendendo temporaneamente irraggiungibili i siti web.
Non si tratta di semplici "picchi di visite", ma di una nuova generazione di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) a livello applicativo (Layer 7). In questo articolo approfondiamo cosa sta succedendo, perché questi attacchi sono così difficili da contrastare e quali sono le evidenze a livello globale.
1. Lo scopo dell'attacco: perché colpire un e-commerce?
A differenza degli attacchi hacker tradizionali, che mirano a rubare dati o violare account, il DDoS ha un unico obiettivo: l'indisponibilità del servizio. Ma qual è il movente dietro azioni apparentemente distruttive e senza un ritorno immediato?
-
Sabotaggio della Concorrenza: Nel settore e-commerce, poche ore di downtime durante un periodo promozionale possono significare migliaia di euro di vendite perse a favore dei competitor. Spesso questi attacchi vengono commissionati tramite servizi "DDoS-as-a-Service" (noti come Booter), dove con poche decine di euro è possibile noleggiare una botnet per colpire un bersaglio specifico.
-
Vulnerability Fuzzing (Scansione di massa): Molte di queste richieste, che puntano a URL inesistenti o percorsi ripetuti (es.
/path/path/path), sono in realtà tentativi automatizzati di individuare file di configurazione o vulnerabilità non patchate. Anche se il sito è sicuro, il server è costretto a generare migliaia di errori "404 Not Found", un'operazione che consuma CPU e memoria. -
Estorsione e "Stress Test": In alcuni casi, l'attacco serve a dimostrare la vulnerabilità dell'infrastruttura per poi procedere con una richiesta di riscatto in criptovalute per far cessare l'offensiva.
2. Un problema diffuso: è un limite dell'hosting o un trend globale?
Molti utenti si chiedono se il problema sia legato allo specifico provider (come ad esempio Aruba, molto utilizzato in Italia) o alla piattaforma stessa. La realtà è più complessa.
I fornitori di hosting offrono protezioni perimetrali contro attacchi volumetrici (Layer 3 e 4), ovvero quelli che cercano di intasare la "banda" totale. Tuttavia, gli attacchi Layer 7 (HTTP/HTTPS) simulano in tutto e per tutto il comportamento di un utente reale. Per un server è difficilissimo distinguere istantaneamente se una richiesta GET verso una pagina è legittima o fa parte di un attacco, specialmente se proviene da migliaia di indirizzi IP diversi.
Le evidenze indicano che non si tratta di un attacco mirato a un singolo fornitore, ma di una vulnerabilità intrinseca del protocollo HTTP quando gestito da infrastrutture che non dispongono di sistemi di filtraggio adattivo in tempo reale. Le botnet attuali (come la recente e massiccia Aisuru-Kimwolf) utilizzano dispositivi IoT e smartphone infetti situati principalmente in Cina, Brasile e Singapore, rendendo inutile il blocco di singoli IP poiché la sorgente cambia continuamente.
3. Le evidenze online e i trend 2025-2026
Non si tratta di un'impressione soggettiva: secondo i dati dell'ultimo Rapporto CLUSIT 2026, il DDoS è oggi la tecnica d'attacco predominante in Italia (54% dei casi). Anche l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha recentemente alzato il livello di allerta per le campagne Layer 7 che, come stiamo osservando sui nostri log, utilizzano botnet evolute come Kimwolf per saturare le risorse dei server attraverso migliaia di richieste apparentemente legittime provenienti da IP residenziali esteri.
A conferma di questo scenario, i report di febbraio 2026 di colossi come Cloudflare e Radware menzionano esplicitamente i pilastri tecnici di questa ondata:
-
Hyper-volumetric HTTP attacks: Richieste che sembrano normali ma arrivano a volumi altissimi, progettate per mandare in crash la logica del sito (database) piuttosto che la connessione internet.
-
Randomized Headers: Gli attaccanti utilizzano "User-Agent" sempre diversi (simulando vari browser e dispositivi) per evitare i blocchi basati su firme statiche.
-
Recursive Path Flooding: L'uso di URL parzialmente corretti ma con percorsi ripetuti o stringhe casuali è una tecnica studiata appositamente per bypassare le cache dei server e colpire direttamente il "cuore" del database e del motore software della piattaforma.
-
IP Dinamici e Proxy Residenziali: L'uso di indirizzi IP appartenenti a case private e non a datacenter rende quasi impossibile il blocco per intere classi di indirizzi, poiché si rischierebbe di inibire l'accesso a utenti reali.
4. La risposta di Ready Pro: Protezione Nativa e Intelligente
In Ready Pro, il nostro obiettivo è sempre stato quello di fornire soluzioni professionali ed efficienti, mantenendo come punti cardine la semplicità d’uso e l’economicità per i nostri clienti. Proprio per questo, siamo entusiasti di annunciare che stiamo ultimando lo sviluppo di un sistema di protezione DDoS direttamente integrato nella piattaforma.
Questo nuovo modulo agirà come uno "scudo intelligente" che si attiva autonomamente non appena viene rilevato un rallentamento anomalo o eccessivo delle risorse del server. In questi casi critici, la piattaforma presenterà ai visitatori una pagina di "Verifica dell'accesso al sito" (Site Access Verification).
I vantaggi di questo approccio nativo sono molteplici:
-
Costo Zero: A differenza delle soluzioni esterne (come i piani avanzati delle CDN), questa protezione sarà inclusa nativamente per tutti i nostri clienti.
-
Configurazione Inesistente: Non sarà necessario l'intervento di tecnici o configurazioni DNS complesse; la piattaforma gestirà i filtri in modo dinamico e trasparente.
-
User-Friendly: Il form di accesso, dal design pulito e intuitivo, garantisce che i clienti reali possano proseguire i loro acquisti con un semplice clic, bloccando invece istantaneamente le ondate di bot automatizzati.
Questo aggiornamento verrà rilasciato ufficialmente nelle prossime settimane, portando la sicurezza di livello "enterprise" alla portata di ogni store gestito con la nostra tecnologia.
La sicurezza come valore integrato
Le nuove sfide poste dagli attacchi DDoS in questo inizio 2026 confermano quanto sia fondamentale una strategia di difesa proattiva. L’introduzione del sistema di verifica nativo rappresenta per noi un tassello fondamentale per proteggere la continuità operativa dei vostri store, unendo l'efficacia dei filtri professionali alla semplicità che da sempre contraddistingue la nostra piattaforma.
Il nostro impegno è mantenere Ready Pro uno strumento resiliente e allineato ai più alti standard di sicurezza. Continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione delle minacce globali per integrare costantemente nuove contromisure, permettendovi di concentrarvi sulla crescita del vostro business con la massima tranquillità.
Restate sintonizzati sul nostro blog per ulteriori approfondimenti tecnici e per scoprire tutte le novità sulle funzionalità di sicurezza in arrivo.
- E-commerce e attacchi DDoS nel 2026: la nuova frontiera del Layer 7 Pubblicato il 20.02.2026
- Perché un Sito Vetrina è ancora il miglior investimento per la tua azienda (e come avviarlo senza stress) Pubblicato il 03.02.2026
- Normativa 2026 per POS e Registratori Telematici: facciamo chiarezza (oltre la burocrazia) Pubblicato il 21.01.2026
- Software gestionale per gestire riparazioni, cantieri e contratti Pubblicato il 14.01.2026
- Programma per carico e scarico del magazzino: come funziona e vantaggi Pubblicato il 13.01.2026













