Questo sito usa i cookie per fornirti un'esperienza migliore. Cliccando su "Accetta" saranno attivate tutte le categorie di cookie. Per decidere quali accettare, cliccare invece su "Personalizza". Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Cookie policy.
PPWR 2026: cosa cambia per gli imballaggi e-commerce e perchè conviene registrare le dimensioni dei prodotti
Pubblicato il 30.08.2026Chi gestisce un e-commerce conosce bene una situazione molto comune: arriva un ordine, il magazziniere prende una scatola abbastanza grande da contenere i prodotti, aggiunge carta, pluriball o cuscini d’aria per bloccare la merce e prepara il pacco per la spedizione.
Dal punto di vista operativo è un sistema semplice, veloce e utilizzato ogni giorno da migliaia di aziende.
Nei prossimi anni, però, il modo in cui vengono scelti e utilizzati gli imballaggi dovrà diventare molto più razionale.
Il motivo si chiama PPWR, acronimo di Packaging and Packaging Waste Regulation, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
Il regolamento UE 2025/40 è entrato in vigore nel 2025 ed è generalmente applicabile dal 12 agosto 2026. Questo non significa che tutti i nuovi obblighi siano scattati contemporaneamente: molte delle misure più importanti entreranno in applicazione progressivamente nei prossimi anni.
Per chi gestisce un e-commerce, una delle novità più interessanti riguarda proprio le dimensioni degli imballaggi utilizzati per spedire gli ordini.
Cos’è il PPWR?
Il PPWR è il nuovo regolamento europeo che disciplina gli imballaggi e i relativi rifiuti all’interno dell’Unione Europea.
L’obiettivo è ridurre progressivamente la quantità di packaging utilizzato, favorire il riciclo e il riutilizzo, limitare gli imballaggi inutilmente sovradimensionati e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse.
Il regolamento non riguarda soltanto il classico imballaggio che troviamo sullo scaffale di un supermercato.
Coinvolge anche gli imballaggi per il trasporto e gli imballaggi utilizzati nel commercio elettronico.
Per questo motivo il PPWR interessa direttamente anche chi vende online e prepara quotidianamente pacchi destinati ai propri clienti.
Perché il PPWR riguarda direttamente gli e-commerce
Uno degli obiettivi della nuova normativa è contrastare quello che viene normalmente definito overpackaging, cioè l’utilizzo di imballaggi eccessivamente grandi rispetto al prodotto che devono contenere.
Probabilmente è capitato a tutti di acquistare online un prodotto relativamente piccolo e ricevere una scatola molto più grande del necessario, con il resto dello spazio riempito di carta, plastica o cuscini d’aria.
Dal punto di vista di chi prepara le spedizioni, questo comportamento può avere motivazioni perfettamente comprensibili.
Un magazzino che gestisce migliaia di articoli differenti non può necessariamente avere una dimensione di scatola specifica per ogni prodotto. Utilizzare pochi formati standard permette di semplificare gli acquisti, ridurre il numero di materiali da gestire e rendere più veloce il lavoro degli operatori.
Il problema è che una scatola molto più grande del necessario comporta un consumo maggiore di cartone e materiale di riempimento, ma soprattutto occupa più spazio durante il trasporto.
Una maggiore quantità di volume trasportato significa potenzialmente meno pacchi caricabili sullo stesso furgone o sullo stesso camion.
Ed è proprio su questo aspetto che il PPWR introduce una delle novità più rilevanti per l’e-commerce.
La regola del 50%: quanto spazio vuoto potrà esserci nei pacchi e-commerce?
Il regolamento prevede che gli operatori che riempiono imballaggi multipli, imballaggi per il trasporto e imballaggi utilizzati per il commercio elettronico debbano in futuro rispettare un rapporto massimo di spazio vuoto pari al 50%.
La previsione è collegata al quadro temporale del 2030, anche se la metodologia tecnica precisa con cui dovrà essere effettuato il calcolo deve ancora essere definita dalla Commissione Europea.
La Commissione dovrà infatti stabilire entro il 2028 le modalità con cui determinare concretamente questo rapporto.
Questo è importante per evitare interpretazioni troppo semplicistiche.
Non significa che oggi sia sufficiente prendere le misure di una scatola e applicare autonomamente una formula matematica per stabilire se una spedizione sia o meno conforme alla futura normativa.
Significa invece che la direzione intrapresa dall’Europa è molto chiara: gli imballaggi e-commerce dovranno essere sempre più proporzionati a ciò che contengono.
Pluriball, carta e cuscini d’aria contano comunque come spazio vuoto
Uno degli aspetti più interessanti del regolamento riguarda proprio il materiale utilizzato per riempire le scatole.
Si potrebbe infatti pensare che una scatola molto grande non abbia realmente spazio vuoto quando viene completamente riempita con carta, pluriball, schiuma o cuscini d’aria.
Il PPWR ha previsto anche questo caso.
Nel calcolo dello spazio vuoto, i materiali utilizzati per riempire il volume eccedente, come carta, cuscini d’aria, pluriball, schiume, lana di legno e materiali simili, vengono comunque considerati spazio vuoto.
In altre parole, riempire completamente una scatola sovradimensionata non significa automaticamente aver ottimizzato l’imballaggio.
Il principio diventa quindi quello di utilizzare, quando possibile, una confezione più adeguata alle effettive dimensioni dei prodotti contenuti nell’ordine.
E se il prodotto è fragile?
Naturalmente la normativa non può ignorare il fatto che prodotti differenti richiedano modalità di spedizione differenti.
Un bicchiere di vetro, un monitor, un componente elettronico delicato oppure un prodotto dalla forma irregolare possono avere bisogno di maggiore protezione rispetto a un articolo resistente e compatto.
Anche per questo motivo la metodologia di calcolo definitiva dovrà tenere conto delle caratteristiche particolari dei prodotti e degli imballaggi.
Lo scopo non è costringere le aziende a spedire la merce in confezioni troppo piccole rischiando di danneggiarla.
Il principio è invece quello di limitare lo spazio inutilmente eccessivo.
Il peso non basta più: aumenterà l’importanza delle dimensioni degli articoli
Questo nuovo scenario mette in evidenza un aspetto che per molti anni è stato considerato secondario nella gestione delle anagrafiche di magazzino.
Quasi tutte le aziende inseriscono il peso degli articoli all’interno del proprio software gestionale.
Il motivo è semplice: il peso viene utilizzato molto spesso per la gestione delle spedizioni, per il calcolo delle tariffe dei corrieri e per numerose altre procedure logistiche.
Campi come lunghezza, larghezza e altezza, invece, vengono frequentemente trascurati.
In molti magazzini questi dati esistono soltanto per alcune categorie di articoli oppure non vengono compilati affatto.
Fino a oggi poteva sembrare una scelta comprensibile.
Se il corriere applica una tariffa principalmente in base al peso e se il magazziniere riesce a scegliere visivamente la scatola più adatta, conoscere esattamente le tre dimensioni di ogni singolo prodotto può sembrare poco importante.
Il PPWR mostra invece perché questa situazione potrebbe cambiare.
Se nei prossimi anni dovremo prestare sempre maggiore attenzione al rapporto fra il volume occupato dagli articoli e quello dell’imballaggio utilizzato per la spedizione, conoscere le dimensioni dei prodotti diventerà un dato logistico sempre più utile.
Il vero problema emerge quando il magazzino contiene migliaia di articoli
Inserire lunghezza, larghezza e altezza di cento articoli non è un lavoro particolarmente complesso.
La situazione cambia completamente quando un’azienda gestisce 10.000, 20.000 o 50.000 referenze.
Immaginiamo un distributore che negli anni abbia inserito nel proprio gestionale codice articolo, descrizione, prezzo, disponibilità e peso, lasciando invece vuoti tutti i campi dimensionali.
Se tra qualche anno quei dati dovessero diventare importanti per ottimizzare automaticamente il packing degli ordini, recuperare le dimensioni di tutto il catalogo potrebbe trasformarsi in un lavoro enorme.
Bisognerebbe recuperare i dati dai produttori, importarli da cataloghi esterni oppure, nei casi peggiori, misurare fisicamente migliaia di confezioni.
Per questo motivo il PPWR può essere un buon incentivo per iniziare a ragionare sul problema già oggi.
Non perché esista attualmente un obbligo generalizzato di compilare lunghezza, larghezza e altezza di ogni prodotto all’interno del gestionale.
Ma perché iniziare a raccogliere questi dati quando viene creato o aggiornato un articolo è molto più semplice che dover ricostruire l’intera anagrafica tra qualche anno.
Dimensioni del prodotto o dimensioni della confezione?
C’è poi una distinzione molto importante da considerare.
Per la logistica non interessa necessariamente conoscere soltanto la dimensione fisica del prodotto.
Un notebook, ad esempio, può essere largo 35 centimetri, ma quando viene spedito non occupa semplicemente quello spazio.
Esiste la confezione originale del produttore, con eventuali protezioni interne, alimentatore, manuali e accessori.
Dal punto di vista logistico è quindi particolarmente utile conoscere le dimensioni del prodotto comprese di imballo, cioè il volume effettivamente occupato dall’unità quando viene inserita all’interno del collo di spedizione.
Questa informazione può diventare molto più utile rispetto alla semplice dimensione dell’oggetto estratto dalla propria confezione.
Ready Pro permette già di registrare peso e dimensioni comprese di imballo
Ready Pro prevede da tempo, all’interno dell’anagrafica articolo, una sezione specifica dedicata a peso e dimensioni comprese di imballo.
Per ogni articolo è possibile memorizzare informazioni come:
- peso;
- lunghezza;
- larghezza;
- altezza;
- volume;
- numero di colli.
Sono campi presenti da molto tempo e che alcune aziende utilizzano già per esigenze di trasporto e logistica.
Altri utenti, invece, si limitano comprensibilmente a compilare il peso, lasciando vuote le dimensioni.
Alla luce dell’evoluzione della normativa sugli imballaggi e della crescente automazione dei processi logistici, questi campi potrebbero diventare progressivamente più interessanti.
È importante essere chiari: compilare oggi le dimensioni degli articoli in Ready Pro non significa automaticamente essere conformi al PPWR.
La metodologia tecnica prevista dal regolamento deve ancora essere definita e il calcolo dello spazio vuoto riguarda un processo più complesso della semplice memorizzazione di lunghezza, larghezza e altezza.
Disporre di dati dimensionali attendibili rappresenta però una base molto importante per qualsiasi futura procedura di ottimizzazione del packing.
Come potrebbero essere utilizzati questi dati in futuro?
Immaginiamo un magazzino che utilizzi dieci differenti formati di scatole.
Se il software conosce le dimensioni degli articoli che compongono un ordine e conosce anche le dimensioni degli imballaggi disponibili, diventa almeno teoricamente possibile sviluppare procedure che aiutino a scegliere il collo più adeguato.
Per esempio, un sistema potrebbe suggerire all’operatore di utilizzare una scatola più piccola oppure evidenziare che il volume dell’imballaggio scelto appare eccessivo rispetto ai prodotti contenuti.
In magazzini particolarmente strutturati questi principi possono essere utilizzati anche in sistemi automatici o semiautomatici di packing.
Non significa che il PPWR imponga oggi l’utilizzo di queste funzioni e nemmeno che le modalità definitive di calcolo siano già stabilite.
Il concetto importante è un altro: qualsiasi automazione basata sul volume ha bisogno prima di tutto di dati dimensionali affidabili.
Se il gestionale conosce soltanto il peso degli articoli, può sapere quanto pesa un ordine, ma non può sapere quanto spazio occupa.
Ottimizzare gli imballaggi può essere conveniente anche senza aspettare il 2030
Il PPWR nasce principalmente con obiettivi ambientali, ma ridurre il volume inutilmente spedito può avere anche conseguenze economiche positive.
Utilizzare scatole più adeguate può significare:
- consumare meno cartone;
- utilizzare meno materiale di riempimento;
- ridurre lo spazio necessario per stoccare gli imballaggi;
- occupare meno volume durante il trasporto;
- rendere più ordinato e standardizzato il processo di packing.
Inoltre alcuni corrieri e servizi logistici utilizzano già criteri legati al peso volumetrico, cioè non valutano soltanto quanti chilogrammi pesa un collo, ma anche quanto spazio occupa.
Un pacco molto leggero ma estremamente voluminoso può quindi avere un costo di trasporto superiore rispetto a quello che il semplice peso reale farebbe immaginare.
Raccogliere correttamente le dimensioni può quindi essere utile già oggi, indipendentemente dagli obblighi PPWR che entreranno progressivamente in applicazione.
Bisogna cambiare subito tutte le scatole?
No.
Questo è probabilmente il punto più importante per evitare allarmismi.
Il PPWR è generalmente applicabile dal 12 agosto 2026, ma le singole disposizioni seguono calendari differenti e diversi aspetti tecnici devono ancora essere definiti attraverso atti successivi.
Il limite del 50% relativo allo spazio vuoto degli imballaggi e-commerce è collegato al quadro temporale del 2030, mentre la Commissione Europea dovrà definire prima la metodologia tecnica con cui effettuare il calcolo.
Non ha quindi senso eliminare improvvisamente gli imballaggi presenti oggi in magazzino oppure modificare procedure senza conoscere le specifiche definitive.
Per chi gestisce cataloghi molto grandi, però, ha perfettamente senso iniziare a preparare i dati.
Cosa può fare oggi un e-commerce?
Senza trasformare il PPWR in un’emergenza, un’azienda può iniziare da alcune verifiche molto semplici.
- Controllare quanti formati di scatole vengono utilizzati normalmente in magazzino.
- Verificare quanto spesso vengono spediti piccoli prodotti in scatole molto più grandi del necessario.
- Controllare se nelle anagrafiche articoli sono presenti peso, lunghezza, larghezza e altezza.
- Chiedere ai propri fornitori di fornire anche i dati dimensionali delle confezioni.
- Iniziare a compilare i dati dimensionali almeno sui nuovi articoli inseriti a catalogo.
- Valutare progressivamente la qualità delle informazioni presenti nell’anagrafica di magazzino.
Per un catalogo composto da poche centinaia di articoli queste operazioni possono essere affrontate anche in futuro.
Per chi gestisce decine di migliaia di referenze, invece, iniziare oggi può fare una grande differenza.
Il PPWR è ancora lontano? Dipende da quanti articoli hai in magazzino
Il 2030 può sembrare una data lontana.
Quattro anni sono molti se dobbiamo attendere l’entrata in applicazione di una normativa.
Possono essere invece sorprendentemente pochi se dobbiamo sistemare un’anagrafica composta da 30.000 articoli, recuperando per ognuno lunghezza, larghezza, altezza e volume della confezione.
Ed è probabilmente questo il messaggio più utile che il PPWR può dare oggi a chi utilizza un software gestionale.
I dati che sembrano secondari possono diventare, con l’evoluzione della logistica e della normativa, informazioni strategiche.
Per molti anni il peso è stato il principale dato logistico associato a un articolo.
Nei prossimi anni potrebbe non essere più sufficiente.
Lunghezza, larghezza, altezza e volume possono diventare informazioni sempre più importanti per collegare correttamente prodotto, imballaggio e spedizione.
In conclusione
Il PPWR introduce un nuovo approccio europeo alla gestione degli imballaggi, con l’obiettivo di ridurre sprechi, aumentare riciclabilità e riutilizzo e limitare progressivamente gli imballaggi eccessivamente grandi rispetto ai prodotti che contengono.
Per chi vende online, una delle novità più concrete sarà il futuro limite allo spazio vuoto degli imballaggi e-commerce.
Non è necessario rivoluzionare oggi il proprio magazzino e diversi aspetti tecnici devono ancora essere definiti.
Ma se la tua azienda gestisce migliaia di articoli, questo può essere il momento giusto per iniziare a guardare con maggiore attenzione a quei campi dell’anagrafica che fino a oggi sono rimasti spesso vuoti.
Peso, lunghezza, larghezza, altezza e volume non servono soltanto a descrivere un prodotto: possono diventare la base per una gestione logistica sempre più efficiente e automatizzata.
Ready Pro mette già a disposizione questi campi all’interno delle anagrafiche articoli. Per chi dispone di un magazzino ampio e strutturato, iniziare a valorizzarli progressivamente può essere una scelta utile per prepararsi oggi ai processi logistici di domani.
- PPWR 2026: cosa cambia per gli imballaggi e-commerce e perchè conviene registrare le dimensioni dei prodotti Pubblicato il 30.08.2026
- Digitalizzazione della rete vendita B2B: perché l’ordine cartaceo ti costa più di un e-commerce integrato al gestionale Pubblicato il 15.07.2026
- Diritto di recesso sui siti e-commerce: come trasformare un obbligo normativo in un servizio di fiducia per il cliente Pubblicato il 25.06.2026
- Dropshipping e Magazzino Virtuale: Vendere Online senza Stock Pubblicato il 18.05.2026
- Logistica Sostenibile: il sistema Paperless come futuro obbligatorio del magazzino Pubblicato il 08.05.2026







